Nessun registro pubblico elenca gli immobili della Chiesa: diocesi, parrocchie, congregazioni e istituti sono migliaia di enti distinti, e il loro patrimonio va trovato e ricomposto uno per uno. Noi lo stiamo ricomponendo in tutta Italia, ente per ente: per ogni bene l'indirizzo, l'ente proprietario, la categoria catastale e gli estremi catastali. Il report di una zona è questo elenco: non contiene valori di mercato, aste, piano regolatore né vincoli, e lo diciamo invece di lasciarlo intendere. Siamo un archivio, non un rivenditore di visure. Non siamo proprietari di questi immobili, non li vendiamo, non facciamo intermediazione. Chi vuole trattare parla direttamente con l'ente.
Ogni dato viene da fonti pubbliche ufficiali. Nessun dato personale di privati. Per esigenze su misura: scrivici.
Quanti immobili ecclesiastici abbiamo censito in ogni municipio, e di quanti enti. Sono numeri, non indirizzi: gli indirizzi sono nel report.
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| I numeri per municipio sono anche in questa pagina. | ||
Il colore dice quanti immobili abbiamo censito nel municipio. I beni di Roma non ancora attribuiti a un municipio sono nel report Tutta Roma. Selezionando un municipio sulla mappa lo trovi già scelto nell’acquisto qui sotto.
È frammentato su migliaia di enti — diocesi, parrocchie, congregazioni, istituti — ognuno con il proprio codice fiscale. Nessun elenco da scaricare, nessun registro che li riunisca: il patrimonio va trovato e ricomposto ente per ente. È il lavoro che facciamo.
Il patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici italiani è tra i più estesi del Paese, ma è anche il più difficile da vedere. Parliamo del patrimonio nel suo insieme, comprese chiese e pertinenze — appartamenti, palazzi da reddito, negozi, terreni, conventi e collegi dismessi, immobili vuoti — che gli enti hanno accumulato nel tempo e che spesso resta fuori dal mercato.
La ragione è strutturale. Non esiste un unico proprietario né un registro centrale. Il patrimonio è distribuito su migliaia di enti giuridici autonomi: diocesi, parrocchie, congregazioni e ordini religiosi, Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero (IDSC), fondazioni e IPAB. Ogni ente possiede a proprio nome, con un proprio codice fiscale, e nessuno pubblica l'elenco dei suoi immobili.
Il risultato è che questo patrimonio è off-market per costruzione: non compare sui portali immobiliari, non passa quasi mai dalle aste, non viene indicizzato da nessuna parte. Un investitore che volesse mappare cosa possiede la Chiesa in una determinata zona, oggi, non ha uno strumento per farlo. Deve ricostruirlo a mano, ente per ente — un lavoro che quasi nessuno affronta.
Partiamo da dati pubblici e affidabili, riferiti a enti giuridici, e ricomponiamo l'insieme dei beni intestati a ciascun ente ecclesiastico. Ripetuto ente per ente, questo lavoro produce qualcosa che non esiste altrove: un archivio del patrimonio immobiliare ecclesiastico, bene per bene, costruito solo con dati pubblici.
È un prodotto unico proprio perché nessuno lo mette insieme: la difficoltà non sta nell'accedere al singolo dato, ma nel ricomporre la frammentazione in un quadro leggibile, zona per zona, ente per ente. Il catalogo cresce ente dopo ente: ogni ente che troviamo aggiunge i suoi beni.
Municipio per municipio vedi quanti immobili ecclesiastici abbiamo censito e di quanti enti. Sono numeri, non indirizzi.
19,90 €: ogni immobile con indirizzo, ente proprietario, categoria e consistenza. Tutta Roma a 249 €. Si apre subito e ti resta con un link permanente via email.
49 €: proprietario dal registro, ipoteche e pignoramenti, prezzi praticati in zona, piano regolatore, un giudizio. Poi, se vuoi trattare, parli con l'ente: noi non intermediamo.
Una visione off-market del patrimonio immobiliare ecclesiastico che non trovi su alcun portale: il quadro di cosa risulta intestato agli enti in una determinata area, ricomposto da fonti pubbliche ufficiali.
Uno strumento pensato per chi lavora prima del mercato: investitori, developer, family office e agenzie off-market che cercano opportunità dove gli altri non guardano, perché semplicemente non sanno dove guardare.
Un catalogo che cresce nel tempo: ogni ente che troviamo aggiunge i suoi beni all'archivio, un dato che non si trova assemblato da nessun'altra parte.
Ogni report zona ti dà gli immobili ecclesiastici che attribuiamo a quel municipio, ente per ente: minimo 25 immobili per municipio. Oppure prendi tutta Roma, 15 municipi, a €249: comprende anche i beni non ancora attribuiti a un municipio, e il report di ogni municipio dice quanti sono. Fuori Roma, il singolo comune a €49; l’atlante di tutta Italia, tutti i comuni censiti, a €990. La Verifica PRO su un singolo bene e ipoteche e pignoramenti di un ente si aggiungono a parte, solo dove ti servono. Elenchi pubblici: i municipi di Roma e i comuni disponibili. Per esigenze su misura → scrivici.
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Pagamento con carta. Il report si apre subito dopo il pagamento e ti arriva anche via email.
985 comuni in tutta Italia con almeno 25 immobili ecclesiastici: la lista ente per ente, come per i municipi di Roma. €49 a comune.
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Cercano opportunità fuori dal mercato pubblicato, prima che diventino note.
Individuano immobili dismessi e volumetrie da riqualificare zona per zona.
Valutano operazioni patrimoniali riservate su asset stabili e off-market.
Ampliano il proprio inventario con un patrimonio che nessun portale copre.
Lavoriamo solo con dati pubblici ufficiali, riferiti a enti giuridici. Nessun dato riservato, nessuna fonte interna alla Chiesa. Facciamo intelligence immobiliare, non consulenza legale o notarile: ogni informazione va confermata alle fonti ufficiali prima di qualsiasi trattativa.
Demanio Ecclesiastico è un prodotto indipendente. Non è un ente della Chiesa né della Santa Sede e non è affiliato ad APSA o al Vaticano. Ci limitiamo a ricomporre, in modo leggibile, informazioni che sono già pubbliche.
Come è organizzato e come si legge il patrimonio immobiliare della Chiesa.
Per investitori, developer, family office e operatori off-market che hanno bisogno di più di un report: più città, estrazioni su misura. Lasciaci i contatti: ti scriviamo per capire cosa ti serve.
È il patrimonio immobiliare degli enti ecclesiastici italiani: appartamenti, palazzi da reddito, negozi, terreni e immobili dismessi, comprese chiese e pertinenze, intestati a diocesi, parrocchie, congregazioni, ordini religiosi e istituti per il sostentamento del clero. Non esiste un registro unico che lo elenchi: ogni ente è un soggetto giuridico autonomo, con un proprio codice fiscale.
Da fonti pubbliche ufficiali, riferite a enti giuridici. Nessun dato riservato o interno alla Chiesa e nessun dato personale di privati. Il censimento è nazionale e continua a crescere, ente dopo ente.
Sì. Sono dati pubblici riferiti a enti giuridici. Facciamo intelligence immobiliare, non consulenza legale o notarile: ogni informazione va verificata presso le fonti ufficiali prima di qualsiasi trattativa.
La mappa di Roma con il numero di beni e di enti proprietari per municipio, senza registrazione.
L'elenco dei beni degli enti ecclesiastici che attribuiamo al municipio, ente per ente: indirizzo, tipo, categoria catastale, consistenza, foglio, particella e subalterno, e l'ente proprietario con il suo codice fiscale, quando è indicato. I beni di Roma non ancora attribuiti a un municipio sono nel report Tutta Roma, e il report di ogni municipio dice quanti sono. Non contiene valori di mercato, aste, piano regolatore né vincoli. Costa 19,90 €; tutta Roma, 15 municipi, 249 €. Si apre subito dopo il pagamento e arriva anche via email.
Su un singolo bene: intestatario ed estremi catastali, valore di zona e rendita, vincoli e norma urbanistica, cambi d'uso ammessi e l'ispezione ipotecaria, con una revisione che separa ciò che è verificato da ciò che resta da verificare. Costa 49 €: si ordina dal pulsante accanto a ogni bene del report, oppure scrivendo l'indirizzo su immobiliareurbano.com.
Si leggono con un'ispezione ipotecaria: il report non li contiene. È compresa nella Verifica PRO; su un intero ente si ordina a parte, a 14,90 €, dal riquadro che il report mette sotto ogni ente. La eseguiamo a mano e il risultato arriva via email.
No. Siamo un archivio: non siamo proprietari di questi beni, non li vendiamo e non facciamo intermediazione. Chi vuole trattare parla direttamente con l'ente.
Sì. Dopo l'acquisto basta rispondere alla mail di conferma con ragione sociale, partita IVA e codice destinatario o PEC. Senza dati aziendali vale la ricevuta del pagamento.
Investitori, developer, family office, agenzie e professionisti che lavorano sul patrimonio ecclesiastico possono chiedere un accesso all'archivio su misura, con il modulo di questa pagina.